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ayr
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Inserito il - 16/08/2011 : 19:47:49
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Vorrei iniziare in questo spazio la discussione di un tema che, per quanto credo, dovrebbe interessare a molti.Nel frattempo, mi interesserebbe sapere (non so mai se tocco argomenti "out" o meno) quanti di voi hanno vissuto il DESERTO di cui parla Claudio, che nel suo post ( sembra su "salmo 15") ha usato frasi e termini emotivamente molto coinvolgenti. Saluti a tutti
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claudiobaila
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Inserito il - 17/08/2011 : 14:31:14
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ciao ayr.... grazie di questa iniziativa.
credo che parecchi o in tanti possano avere in loro un piccolo deserto, non voglio esser provocatorio, forse ci vuole coraggio a...dire che ....può essere che qualcuno l'abbia vissuto, eppure è parte della nostra ...umanità quando abbiamo.....amore nel cuore.
Claudio |
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ayr
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121 Messaggi |
Inserito il - 17/08/2011 : 18:34:46
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In questo spazio virtuale (leggi:Forum) non vi sono soltanto Angeli, ma si intravedono talvolta anche angoscia, tristezza e, quel che è peggio, “desertificazione” interiore per vicende delle quali spesso, sbagliando, si sorride. Mi riferisco a tutti coloro che, pur non avendo esternato, per un malinteso senso di pudore le proprie vicende sentimentali (ma ci si deve vergognare di amare o di aver amato…?) fanno trapelare una profonda tristezza esistenziale derivante dalla perdita del partner.
Come già detto, questa tristezza è percepita a tutti gli effetti come un lutto, ma con un’aggravante: per paradossale e apparentemente assurdo che sia, in caso di reale evento luttuoso il dolore può essere meno lacerante e traumatico del dolore derivante dalla perdita del partner che vi lascia e va, semplicemente, per la sua strada. Perché? Perché siete umani, e in voi l’Amore non è scisso dal desiderio di possesso. La morte fisica del partner può quindi non sconvolgere come il suo abbandono. Può sembrare paradossale… eppure molte volte (anche se ovviamente NON sempre) è così.
Scrivo qualcosa di duro da accettare, ma chi è morto a questa vita, continua, in un certo qual modo, ad “appartenervi”..potete pregare, pensare a Lui/Lei, potete proiettare nel tempo il desiderio di ricongiungimento, potete “parlarci”, ricordare tra lacrime e malinconia i momenti vissuti insieme e l’Amore che c’è stato, congelato dalla morte, trasformato in immagine remota, immobile e fredda…ma non cancellato. Lui/Lei c’è ancora, anche se in un’altra Dimensione… La separazione invece può essere, paradossalmente, più lacerante quando il partner che vi ha abbandonato continua ad esistere, SENZA di voi. Ha una sua vita, senza di voi…siete voi ad essere stati rifiutati, rimossi dalla sua mente e siete voi, quindi, ad essere morti dentro, schiacciati da un Amore che percepite grande, addirittura molto più grande di quando eravate insieme…un Amore ora perfettamente inutile. Se una crisi di panico può dare la sensazione di morte imminente, in questo caso sperimentate una morte interiore che vanifica, come dice Claudio, tutto quello che di bello può essere intorno a voi, realizzando “IL DESERTO”. Nulla interessa più, tutto sembra inutile, senza senso…e ci si può rinchiudere in sé stessi, di fatto morti alla Vita, quali che siano gli alibi che si andranno a edificare e i paraventi che si erigeranno.
Quando non si realizza un processo di rimozione, di “elaborazione del lutto”, l’angoscia, nel dolore e nel ricordo, si ingigantisce…come starà ora, Lui/Lei ? Come può essere sereno/a, senza di voi ? Come può, Lui/Lei, aver dimenticato tutti quei momenti che sono così vivi e vitali in voi ? A chi sorriderà, ora..? Com'è possibile che voi non siate più nulla? E’ questo il rovello che ritorna incessantemente ed è da questo che è necessario fuggire, tenendo impegnata la mente in un’attività qualunque, frequentando anche persone che vi sembrano futili e vuote rispetto a Lui/Lei, ma che, almeno, vi impediranno di pensare ossessivamente a chi avete perduto. E il tempo, in silenzio, lavora…
Il dolore, questo dolore, non può infatti durare per sempre, anche se un Amore vero e grande, vissuto con tutta l’Anima, lascerà sempre un ricordo indelebile. Ma sarà un ricordo dolcemente malinconico, non dolorosamente straziante.
Sarà un ricordo che vi maturerà dentro, che darà ai vostri occhi la luce triste di chi ha vissuto…e porta con sé qualche cicatrice. Un ricordo che vi arricchirà, non un ricordo così doloroso da rendervi cinici e negativisti nei confronti della Vita.
In qualcuno,l’orgoglio ferito, i tarli della gelosia ed il rancore per sofferenze percepite come ingiuste possono lievitare dentro trasformando l’Amore in Odio, facilitando, certo, il processo di rimozione…è la strada più facile ma sicuramente meno nobile. Questo processo non può farsi strada nell’animo di chi, onesto con sé stesso, sa che il rapporto è giunto alla fine (o si è interrotto… “mai dire mai”) non per “colpa” del partner ma per proprie mancanze, per incomprensioni o perché (è dura dirlo) l’amore del partner nei vostri confronti si è “naturalmente” spento. In questo secondo caso (in cui si è cioè onesti con sé stessi) l’Amore (se il vostro è stato un Amore VERO) non può trasformarsi nel suo contrario e un’elaborazione positiva del “lutto” non potrà portare certo portare all'odio o all’insensibilità…ma ad una malinconia via via più lieve, che vi accompagnerà negli anni a venire senza dolore….perchè (dico una cosa apparentemente assurda, lo so) avrete accettato il cambiamento di rotta del partner e Lo/La amerete ancora, COME e PER QUANTO potrete. Nonostante non sia più con voi, ed anche se ora sembra impossibile.
Una cupa disperazione, protratta nel tempo, è quanto di più pericoloso si possa immaginare…e, come sottolineava sinteticamente ma senza alcuna omissione il Piccolo Principe, preclude eventuali possibilità di riconciliazione (ove possibili), distrugge mente ed anima e chiude a nuove eventuali relazioni che possono nascere, caro Claudio… anche se ora possono sembrare inconcepibili.
Il percorso è quindi duro e difficile e (parafrasando una frase ad effetto di un noto film) personalmente penso che “..L’Amore non muore MAI...”, se avete amato davvero. Ma non muore solo ciò che evolve e si adatta a nuove realtà.
Una vecchia, bella pubblicità Apple recitava: Think different (pensa diversamente, libera la tua mente da ciò che sembra tristemente ovvio)
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claudiobaila
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Inserito il - 18/08/2011 : 10:04:04
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cara Ayr
vero....tutto vero.
per me...più che malinconia. userei un'altra parola., -dispiacere-
perchè l'abbandono il pensare che lei ha una vita in cui ...difficile a dire,,, esisto solamente per aver altri piccoli o grandi dolori, quasi come se qualcosa o qualcuno gli imponga di far cosi'
e l'abbandono che già di per sè è duro da accettare, ma lo si deve fare, perchè lA VITA Và AVANTI.......allora divente una parte minore del soffrire, il dispiacere credo sia quella sensazione che in questa parola identifica la mia NON reazione, con rabbia o altre cose negative. riverso un amore un perdono, un silenzioso accettare, anche quando mi arrivano cos che non cerco, ma sono gli effetti di quel che ho citato prima. sembra quasi che si aspetti reazioni contrARIE DI RABBIA . offriro' sempre amore!
il tempo?......non sò... non lo sò più.
faccio le cose come tutti, cerco di imoegnare la mente, sento solo che il tempo scorre. e una parte di me....resta incompiuta.e credo anche...la sua. e...... mi dispiace!!!!!! |
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ayr
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Inserito il - 18/08/2011 : 17:49:56
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Non vorrei intrattenere in questo luogo una rubrica dei cuori infranti, intendevo soltanto partire dalle vicissitudini di alcuni di voi per evidenziare alcuni punti fondamentali. E' comunque interessante e doveroso rispondere
Lunastella, il tuo caso è un pò particolare e non assimilabile per quanto sembra a quella che può essere la "fisiologica" fine di un rapporto affettivo (stanchezza, incomprensioni, etc.) ma a atteggiamenti e situazioni molto più gravi. Per esser chiari, occorre rifugire da un'esposizione elaborata e divenire un tantino brutali, perciò ti sottopongo due esempi di relazioni finite
ESEMPIO 1) Ci siamo relazionati (brutto termine, ma scrivo di corsa) con un parner che, dopo averci illusi/e, si rivela (per disturbi caratteriali, per disamore, per innata cattiveria, etc) molto diverso rispetto a come noi l'avevamo immaginato, e la nostra vita diviene un Inferno. Dopo una serie di vicissitudini, imputabili a reiterati, sgradevoli atteggiamenti del partner, tronchiamo la relazione e decidiamo di non vederlo mai più. (sin qui siamo d'accordo, perfetto, applausi). Ma il Mondo è composto da tante tipologie di individui...li eliminiamo tutti, rinunciamo a qualunque relazione perchè ci siamo imbattuti, tanto per fare un esempio,in uno/una psicopatico/a o in un/una delinquente? Ci chiudiamo totalmente all'amore e ci rifugiamo in Dio?
ESEMPIO 2) Ci siamo imbattuti in un partner che ha sbagliato nei nostri confronti. Pentito, bussa alla nostra porta, dimostrandoci in mille modi il suo dolore ed il suo pentimento. Lo mandiamo al diavolo ma lui insiste. Gli diamo una possibilità o il perdono non rientra del nostro vocabolario ? E, soprattutto, puniamo anche noi stessi, cancellando l'intero consorzio umano, perchè sicuramente indegno?
Ma come puoi dedicarti a Dio, se ignori il Perdono? Se emetti un giudizio su tutta l'umanitò "a priori", rifiutando qualunque eventuale futuro rapporto? Cosa dirai al tuo Dio? "Signore,ho cancellato Lui/Lei, il suo pentimento non mi interessa, che si danni pure l'anima, io mi rifugio nel mio mondo dorato di Angeli e nel Tuo Amore e, visto che comunque Lui/Lei ha sbagliato, ritengo che sbaglieranno anche tutti gli altri possibili partner che incontrerò nella mia vita" Ma ci credi davvero a quello che dici ?
Con affetto, Ayr
P.S. : La frase sopra usata ("Cosa dirai al tuo Dio") vuole sottolineare la personalistica visione che ognuno di noi ha della divinità, dimenticando troppe volte ciò che è scritto... |
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lunastella
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Inserito il - 18/08/2011 : 20:01:38
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Forse non mi sono spiegata bene,l'ho detto che è difficile parlare di queste cose.Per me,almeno. io non intendo affatto chiudermi all'amore,ho scritto che finchè mio figlio avrà bisogno di me io non me la sento di avere un uomo.Abbiamo sofferto troppo e non mi butto in relazioni occasionali per sentirmi meno sola. Dal buio in cui vagavo sono uscita e ora voglio tornare a vivere,per me e per mio figlio.Ora credo di aver bisogno di questo. Per quanto riguarda il perdono credo di averlo perdonato anche se ovviamente fa male.Non emetto giudizi sull'umanità usando la frase "mio figlio è l'unico uomo che merita il mio amore",sono parole per dire che ora come ora la penso così.Ora non sento di poter dare ad un altro uomo quello che ho dentro,ho troppa paura di ripiombare in quella depressione.Magari non condividerai queste parole,forse darò l'impressione di essere confusa e poco chiara,forse è così...ma l'unica cosa di cui sono convinta è che amo quello che la mia vita mi sta dando.se poi nel frattempo dovesse arrivare un uomo in grado di togliere queste resistenze psicologiche...la vivrò giorno x giorno. E comunque per concludere,non avevo intenzione di intrattenere una rubrica dei cuori infranti,quindi scusate. Grazie della risposta.e scusate la mia confusione,l'ho detto che non è facile,certi pensieri vanno talmente in profondità che ho difficoltà ad esprimere quello che ho dentro.ciao ciao |
Sorridi! |
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Umanità
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567 Messaggi |
Inserito il - 18/08/2011 : 20:11:47
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Il titolo del post,L'Amore perduto, per cui l'argomento è l'amore finito, ed ogni storia che si racconta è diversa, come ognuno di noi, esprimere dunque ogni paragrafo è doveroso è giusto, per cui nessuno deve sentirsi fuori posto o noioso, quindi ben vengano quelle persone in grado di raccontare la propria storia, che sia bella o brutta è stata vissuta, e se necessario, dare una mano, per sentirsi in qualche modo meglio e un pò più felici.
Ciao da Umanità. |
Grazie Dio nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo Amen |
Modificato da - Umanità in data 19/08/2011 09:45:01 |
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claudiobaila
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Inserito il - 18/08/2011 : 21:13:03
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permettetemi una cosa
come dice Ayr... e umanità pur cercando di non entrare in un racconto di una rubrica cuori infranti...in qualche modo si deve raccontare quel che può provocare un "deserto"
lasciamo che il cuore una volta tanto parli liberamente, senza razionalità, con intelligenza, e se nelle righe ci sono sfumature di romanticismo ...andiamo oltre diventiamo osservatori , sfumando ma con gra rispetto i sentimenti di ognuno.
vorrei chieder a qualcuno di voi se conoscete o se avete indicazioni precise su un argomento animico. la differenza tra anima gemella e....fiamma gemella. tutto quello che sò è che la differenza tra anima gemella ....dove la coesione è completa...due in uno e ci si avvicina a dio nel vivere......la fiamma gemella è la diretta parallela ma strana opposizione, riconoscerla?
la fiamma gemella ti offre una empatia una coesione PARI ALL'ANIMA GEMELLA, MA COME TI PORTA AL SETTIMO CIELO...TI PORTA NEI BARATRI PIù OSCURI DEL SENTIMENTO, TI CONSUMA....( Fiamma.....gemella ) qualcuno sà nozioni..in più?
AYR....grazie per la tua storia e per il tuo...... coraggio. che il buon dio ti sia accanto. |
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ayr
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Inserito il - 19/08/2011 : 09:55:36
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Cara Lunastella...
mi spiace davvero. Ho la sensazione che la fretta con cui ho scritto il post sia stata scambiata con l'arroganza di chi non vuol capire e, soprattutto, è innamorato delle sue idee. Non è così, ti prego di scusarmi se ti ho dato questa impressione. Ma non posso non diventare un pò brusco quando mi sembra di percepire disamore per la vita, causato da episodi che forse vengono, entro certi limiti, sopravvalutati.
Non entro nel merito delle vicende personali...quello che ti auguro è di non perdere l'apertura mentale nei confronti del mondo che ti circonda, che può riservare, sia pur non frequentemente, piacevoli sosprese. Ma per scorgere un fiore in un prato brullo, non si può procedere con gli occhi bendati.
Per Umanità... il termine "cuori infranti" è stato volutamente usato per sdrammatizzare l'argomento e voleva essere scherzoso. Pienamente d'accordo sul resto.
Per Claudio Baila: Un caro saluto, non so se ho capito, se riesci a spiegare più semplicemente è meglio. Ciao
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Umanità
Mi converto a Dio
    

567 Messaggi |
Inserito il - 19/08/2011 : 12:55:10
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| Brava Lunastella, ti sei fatta forza, tieni nelle sole tue mani, la tua vita, cresci tuo figlio, e vai avanti, prosegui il cammino, e che Dio ti Benedica. |
Grazie Dio nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo Amen |
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claudiobaila
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Inserito il - 19/08/2011 : 13:00:13
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AYR.... GRAZIE DEI TUOI PENSIERI.
ho riletto il mio post,...quel che voglio dire è di ASCOLTARE. E DI non pensare alla prima reazione che può dare un racconto. mettersi come ossrvatori senza giudicare, senza che le nostre emozioni possano deviare le nostre opinioni, facendole diventare giudizi o prese di posizione, oppure frlegarle in razionali scomparti classificati, ogni storia è una storia a sè...ed è nostra, intesa di chi l'ha vissuta, quindi piena di un meritato rispetto.
e in parole povere ascoltare, e searrivano pensieri che possono aiutare ...bene....altrimenti... anche un ascolto ..è prezioso per chi....racconta.
anima gemella.....fiamma gemella....chi sà....dirmi ? |
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