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Federica
..tutti quanti abbiamo un angelo..

Haaiah


Regione: Sicilia
Prov.: Messina
Città: Messina


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Inserito il - 07/09/2007 : 16:43:55  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Federica  Rispondi Quotando
L'Appuntamento




Un'antica leggenda araba racconta la triste storia dello scudiero del Sultano di Bagdad.
Un giorno il giovane scudiero piombò affannato ai piedi del suo signore, che gli voleva molto bene, chiedendogll in prestito il suo favoloso cavallo, quello che sembrava volare, tanto era veloce.
"Perché?", chiese il Sultano.
"Ho visto la Morte nel giardino e ha fatto un segno verso di me. Con il tuo cavallo io fuggirò a Bassora e mi nasconderò nel mercato. La Morte non mi troverà".
Il Sultano diede il suo destriero al giovane, che partì al galoppo.
Il Sultano scese in giardino e vide la Morte in attesa.
"Perché hai minacciato il mio scudiero?", le disse.
"Io non l'ho affatto minacciato", rispose la Morte. "Ho solo alzato un braccio per lo stupore. Mi chiedevo: come può essere ancora qui, se io ho appuntamento con lui fra cinque ore soltanto nella piazza del
mercato di Bassora".

Yagyu Tajiama, l'antico, il celeberrimo, il venerato maestro dell'imperatore si rifiutò di accogliere tra i suoi allievi nel maneggio con la spada e nel tiro con l'arco un samurai che, dicono i testi zen, sin da bambino si era esercitato a lottare con il pensiero della propria morte, imparando a domarla.
"Che cos'altro potrei insegnarti?", disse il Maestro respingendo l'aspirante. "Tu sei già giunto al cuore della sapienza: nell'arte che tu conosci è inclusa ogni altra, compresa quella della spada e del tiro con l'arco".
"Perché aggiunse il maestro rivolto ai suoi discepoli: chi conosce la morte, conosce la vita. E chi trascura la morte, trascura la vita».


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Federica
..tutti quanti abbiamo un angelo..

Haaiah


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Inserito il - 08/09/2007 : 20:53:00  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Federica  Rispondi Quotando
L'Astronomo




Il mio amico e io vedemmo un cieco che, da solo, sedeva all'ombra del tempio.
"Guarda, quello è l'uomo più saggio del nostro paese", disse il mio amico, dopo di che lo lasciai per avvicinarmi al cieco e salutano.
Parlavamo e dopo un po' gli dissi: "Perdona la mia domanda, ma da quanto tempo sei cieco?".
"Dalla nascita", rispose.
"E quale strada del sapere hai percorso?", gli domandai.
"Sono un astronomo", rispose.
Si posò quindi la mano sul petto dicendo: "Osservo tutti questi soli e lune e stelle". (Gibran)

Una donna che stava morendo di cancro aveva deciso di dedicare i suoi ultimi giorni a conoscere se stessa.
Scriveva: "Ho cominciato a occuparmi dei pensieri che penso, degli oggetti che scelgo, delle cose che amo, dei libri che leggo. Ho deciso che erano un mio riflesso e che avrebbero parlato di me. Così facendo, ho conosciuto una persona fantastica, me stessa. Ciò che di meglio ho imparato dopo avere appreso che dovevo abbandonare tutto, è che l'unica cosa che possedevo veramente ero io; quello che sono. Sto morendo di cancro, ma non sono mai stata così viva e così felice".

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Federica
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Haaiah


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447 Messaggi

Inserito il - 12/09/2007 : 19:11:48  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Federica  Rispondi Quotando
L'Elemosina



Un giorno di molto tempo fa, in Inghilterra, una donnetta infagottata in un vestito lacero percorreva le stradine di un villaggio, bussando alle porte delle case e chiedendo l'elemosina.
Non aveva gran fortuna. Molti le rivolgevano parole offensive, altri incitavano il cane a farla scappare. Qualcuno le versò in grembo tozzi di pane ammuffito e patate marce.
Solo due vecchietti, che abitavano in una piccola casa ai confini del villaggio, fecero entrare in casa la povera donna.
"Siediti un po' e scaldati", disse il vecchietto, mentre la moglie preparava una scodella di latte caldo e una grossa fetta di pane. Mentre la donna mangiava, i due vecchietti le regalarono qualche parola e un po' di conforto.
Il giorno dopo, in quel villaggio, si verificò un evento straordinario. Un messo reale portò in tutte le case un cartoncino che invitava tutte le famiglie al castello del re.
L'invito inaspettato e improvviso provocò un gran trambusto nel villaggio, e nel pomeriggio tutte le famiglie, agghindate con gli abiti della festa, arrivarono al castello.
Furono introdotti in una imponente sala da pranzo e ad ognuno fu assegnato un posto.
Quando tutti furono seduti, i camerieri in livrea cominciarono a servire le portate.
Immediatamente si alzarono dei borbottii di disappunto e di collera mal dissimulata. I solerti camerieri infatti rovesciavano nei piatti bucce di patata, pietre, tozzi di pane ammuffito. Solo nei piatti dei due vecchietti, seduti in un angolino, venivano deposti con garbo cibi raffinati e pietanze squisite.
Improvvisamente entrò nella sala la donnetta dai vestiti stracciati. Tutti ammutolirono.
"Oggi - disse la donna - avete trovato esattamente ciò che mi avete offerto ieri".
Si tolse gli abiti malandati che la coprivano. Sotto gli stracci, indossava un vestito dorato, tempestato di pietre luccicanti.
Era la Regina.

Un riccone arrivò in Paradiso. Per prima cosa fece un giro per il mercato e con sorpresa vide che le merci erano vendute a prezzi molto bassi.
Immediatamente mise mano al portafoglio e cominciò a ordinare le cose più belle che vedeva.
Al momento di pagare porse all'angelo, che faceva da commesso, una manciata di banconote di grosso taglio.
L'angelo sorrise e disse: "Mi dispiace, ma questo denaro non ha alcun valore".
"Come?", si stupì il riccone.
"Qui vale soltanto il denaro che sulla terra è stato donato", rispose l'angelo.
Oggi, non dimenticare il tuo capitale per il Paradiso.

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deoris
DeOrIs

Angel eternal

Città: .....


1432 Messaggi

Inserito il - 13/09/2007 : 10:08:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ciao Fede
sono molto belli questi racconti, continua a scriverne.
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Federica
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Haaiah


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Prov.: Messina
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447 Messaggi

Inserito il - 13/09/2007 : 20:57:12  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Federica  Rispondi Quotando
L'Elemosina




Nei tempi più antichi di tutti, Dio, che guarda ogni atomo della sua creazione, guardò l'uomo con un occhio tutto speciale.
Avvenne però un equivoco: l'uomo, che più di ogni altra sete ha sete d'amore, scambiò quello sguardo per uno sguardo d'amore. Lo era realmente?
L'uomo avrebbe dovuto nutrire almeno qualche dubbio, se non altro perché proprio a lui era stato dato sperimentare quanto complesso, difficile e travagliato fosse l'amore.
Ma l'uomo non ebbe dubbi. E dato che per l'uomo l'amore, se non è scambievole, ha pochissimo senso, nacquero in lui l'angoscia, la presunzione e l'ambizione di contraccambiarlo, e la paura di non saperlo o poterlo fare.
Queste generarono, col tempo, fastidio, dubbio, ripulsa, ribellione e poi odio contro quest'occhio così colmo di mistero.
Che gran guaio, quell'equivoco! Lo sguardo privilegiato di Dio era, infatti, uno sguardo di luce. A quale sua altra creatura poteva voler Egli illuminare il cammino facilitandole i passi?
Avvenne ed avviene, così, che l'uomo si perde e si sperde continuamente nel buio, senza riuscire a capire che quell'occhio, proprio nell'illuminargli la strada, gli svela anche la più alta forma d'amore: quella che nulla richiede in cambio.

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Angelo
AI PIEDI DEL MAESTRO


Regione: Piemonte
Prov.: Torino
Città: Torino


1559 Messaggi

Inserito il - 13/09/2007 : 21:29:21  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Grazie Federica.


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Sairam
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Federica
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Haaiah


Regione: Sicilia
Prov.: Messina
Città: Messina


447 Messaggi

Inserito il - 13/09/2007 : 22:22:19  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Federica  Rispondi Quotando
Ti abbraccio Angelo!

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Federica
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Haaiah


Regione: Sicilia
Prov.: Messina
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Inserito il - 15/09/2007 : 22:45:48  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Federica  Rispondi Quotando
L'Esempio




Un eremita vide una volta, in un bosco, uno sparviero. Lo sparviero portava al suo nido un pezzo di carne: lacerò quella carne in tanti piccoli pezzi, e si mise a imbeccare anche una piccola cornacchia ferita.
L'eremita si meravigliò che uno sparviero imbeccasse così una piccola cornacchia, e penso: "Dio mi ha mandato un segno. Neppure una piccola cornacchia ferita viene abbandonata da Lui. Dio ha insegnato addirittura ad un feroce sparviero a nutrire una creaturina d'altra razza, rimasta orfana al mondo. Si vede proprio che Dio dà il necessario a tutte le creature: e noi, invece, stiamo sempre in pensiero per noi stessi.
Voglio smetterla di preoccuparmi di me stesso! Dio mi ha fatto vedere che cosa devo fare. Non mi procurerà più da mangiare! Dio non abbandona nessuna delle sue creature: non abbandonerà neanche me".
E così fece: si mise a sedere in quel bosco e non si mosse più di là: pregava, pregava, e nient'altro. Per tre giorni e per tre notti rimase così, senza bere un sorso d'acqua e senza mangiare un boccone. Dopo tre giorni, l'eremita s'era tanto indebolito, che non era più capace d'alzare la mano.
Dalla gran debolezza, s'addormentò. Ed ecco apparirgli in sogno un angelo. L'angelo lo guardò accigliato e gli disse: "Il segno era per te, certo. Ma perché tu imparassi ad imitare lo sparviero!".

A questo punto Gesù domandò:
"Secondo te, chi di questi tre si é comportato come prossimo per quell'uomo che aveva incontrato i briganti ?"
Il maestro della legge rispose:
"Quello che ha avuto compassione di lui".
Gesù allora gli disse:
"Va'e comportati allo stesso modo" (Luca 10,36-3 7).
Troppo facilmente ci mettiamo dalla parte di chi deve ricevere. Per Gesù, noi siamo quelli che devono dare.

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Federica
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Haaiah


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Inserito il - 03/12/2007 : 15:45:31  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Federica  Rispondi Quotando
Cari angeli, come avete potuto notare non ho + potuto partecipare al forum x un po'..
e di conseguenza nn ho potuto + mettere questi racconti..
ma se vi fa piacere, adesso ke sn tornata, posso ricominciare a farlo..
baci a tutti!


L'Essenziale




Strani rumori rifuggivano dalla finestra, in lontananza si udiva il fischio di un treno e il suo "pensiero" come al solito era assente!
"Ma dove diavolo ti sei cacciato? Proprio oggi che ho bisogno di te, se mi va male anche questa audizione non so più verso cosa la vita mi porterà!"
Nel frattempo la foresta gremita di aghi di pino e spine di pungitopo guardava ostile verso la casetta del piccolo Saubert.
Origliando, gli gnomi della foresta avevano saputo che se Saubert non avesse passato l'audizione sarebbe per sempre stato estromesso dalla saga degli Elfi-Pensiero.
Saubert giunse alla foresta senza aver trovato il suo "pensiero" con gli occhi furtivi cercava di intravedere il suo pensiero sotto la testa di un fungo, dietro la foglia di un acero, dentro a un riccio, ma niente!
Cominciò a piovere e la foresta si chiuse tutta in una nicchia lasciando scoperto solamente uno specchio d'acqua.
Saubert dapprima si riparò sotto a un pino che sdegnato, alzò tacchi e radici e si spostò vicino ad un abete, cercò poi di entrare in un riccio, ma questo si chiuse a tal punto che non potè far altro che pungerlo e poi, e poi, ma nessuno voleva sotto di sé un essere della foresta così bifido.
Non era rimasto altro spazio che il laghetto. Come lo avrebbe potuto riparare?
Forse trasformandosi in goccia avrebbe provato piacere a stare nelle braccia di quello specchio d'acqua, così si avvicinò.
Specchiandosi nell'acqua, rimase sorpreso di non vedere la sua immagine riflessa, solo un fiore si vedeva, con molti petali bianchi, anzi trasparenti al cui centro intravide una luce: era la sua "Anima"!
La afferrò e la strinse forte a sé.
Andiamo a fare la tua audizione, io sono l'Anima, il tuo "pensiero".

È solo con il cuore che si può vedere nel modo giusto;
ciò che è essenziale è invisibile agli occhi...


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lilla
Un granello di sabbia colorato

Nuvola cuore



1111 Messaggi

Inserito il - 03/12/2007 : 15:49:13  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Dolcissima Federica ecco cosa mancava ancora a completare l'insieme.... le tue perle di saggezza!!!!
Grazie di cuore, un bacione.

... quando vedevi solo un'impronta era perchè ti avevo preso in braccio...
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