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Inserito il - 07/09/2008 : 19:44:54
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10= Mentre il servo dell'altissimo viveva in quel luogo ,suo padre andava crecando ovunque, come un diligente esploratore ,notizie del figlio. Appena venne a conoscenza che FRANCESCO dimorava in quel luogo e viveva in quella miniera ,profondamente addolorato e colpito dal fatto inatteso, radunó vicini e amici e corse senza indugio dal servo di Dio. Ma questi,che era ancora novizio nelle battaglie di Cristo ,presentendo la loro venuta e sentendo le grida dei persecutori ,si sottrasse alla loro ira ,nascondendosi in un rifugio sotterraneo che si era preparato proprio in previsione di simile pericolo. In quella fossa ,che era sotto la casa, ed era nota forse ad uno solo, rimase nascosto per un mese intero ,non osando uscire che per stretta necessitá . Mangiava nel buio del suo antro il cibo che di tanto in tanto gli veniva offerto ,e ogni aiuto gli era dato nascostamente. Con calde lacrime implorava Dio che lo liberasse dalle mani di chi perseguitava la sua anima e gli concedesse la grazia di compiere i suoi voti. Nel digiuno e nel pianto invocava la clemenza del Salvatore e, diffidando di se stesso, poneva tutta la sua fiducia in Dio. BENCHÉ chiuso in quel rifugio tenebroso ,si sentiva inondato da indicibile gioia, mai provato fino allora. Animato da questa fiamma interiore ,decise di uscire dal suo nascondiglio ed esporsi indifeso alle ingiurie dei persecutori. |
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Inserito il - 07/09/2008 : 20:12:09
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11= Si leva prontamente e di scatto ,pieno di zelo e di letizia, si munisce dell'armatura necessaria per le battaglie del SIGNORE ;lo scudo della fede é un grande coraggio e s'incammina verso la cittá ,accusandosi ,nel suo divino entusiasmo ,di essersi attardato troppo per viltá . Tutti quelli che lo conoscevano ,vedendolo riapparire e mettendo a confronto il suo stato attuale col passato ,cominciano ad insultarlo ,a chiamarlo mentecatto ,a lanciargli contro pietre e fango. Quell'aspetto ,macerato dalla penitenza ,e quell'atteggiamento tanto diverso dal solito ,li inducevano a pensare che tutti i suoi atti fossero frutto di fame patita e di follia . Ma poiché la pazienza val piú dell'arroganza ,Francesco non si lasciava disanime né sconfiggere da insulto alcuno e ringraziava DIO per quelle prove. Invano l'iniquo perseguita l'uomo retto ,perché quanto piú questi é combattuto tanto maggiore é il trionfo della sua fortezza. L'umiliazione ,disse qualcuno ,rende piú intrepido il cuore generoso. |
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Inserito il - 13/09/2008 : 19:48:38
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12= Quel vociare rumoroso e canzonatorio attorno a lui si diffondeva sempre piú per le vie e le piazze della cittá e il clamore degli scherzi rimbalzava di quá e di lá toccando le orecchie di molti ,finché giunse anche a quelle di suo padre . Questi, udito gridare il nome del figlio e saputo che proprio contro di lui era diretto il dileggio dei cittadini ,subito andó da Francesco ,non per liberarlo ,ma per rovinarlo. Come il lupo assale la pecora ,senza piú alcun ritegno ,con sguardo truce e minaccioso ,afferrandolo con le mani ,lo trascinó a casa. E, inaccessibile ad ogni senso di pietá ,lo tenne prigioniero per piú giorni in un ambiente oscuro ,cercando di spiegarlo alla sua volontá,prima con parole ,poi con percosse e catene. MA il giovane dalle stesse sofferenze traeva forza e risolutezza per realizzare il suo santo ideale. Né la debilitante reclusione né i martellanti rimbrotti gli fecero mai perdere la pazienza. Il cristiano infatti ha mandato di rallegrarsi nelle tribulazioni:neppure sotto i flagelli e le catene puó abbandonare la sua linea di condotta e di spirito e lasciarsi sviare dal gregge di Cristo. Non lo intimorisce il diluviare di molte acque ,lui ,che in ogni angoscia ha per rifugio il Figlio di Dio ,il quale perchè non riteniamo troppo pesante il giogo delle nostre sofferenze ,ci mostra quanto sono assai piú grandi quelle che egli ha sopportato per noi. |
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Inserito il - 16/09/2008 : 13:18:12
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13= Affari urgenti costrinsero il padre ad assentarsi perun pó di tempo da casa ,e il servo di Dio rimase legato nel suo sgabuzzino . Allora la madre, essendo rimasta sola con lui,disapprovando il metodo del marito,parló con tenerezza al figlio ;ma s'accorse che niente poteva dissuaderlo dalla sua scelta. E l'amore materno fu piú forte di lei stessa :ne sciolse i legami ,lasciandolo in libertá. Francesco, ringraziando Iddio onnipotente ,senza perdere un istante ,se ne tornó al luogo dove aveva dimorato prima . Reso piú sicuro dall'esperienza delle lotte e tentazioni affrontate ,appariva anche più sereno ;le avversitá gli avevano maggiormente temprato lo spirito, e se ne andava ovunque libero e con maggior fermezza. Frattanto il padre rincasa e non trovandolo , accumulando peccati su peccati ,tempesta di rimproveri la moglie. Poi furente e imprecante ,corre da Francesco a San Damiano .nel tentativo di almeno allontanarlo dalla regione ,se non gli riesce di piegarlo a ritornare alla sua vita precedente. Questa volta peró ,poiché chi teme il Signore é sicuro di trovare in Lui ogni forza ,il figlio della grazia ,appena sente che il padre terreno sta per sopraggiungere ,gli va incontro spontaneamente ,gioioso ,dichiarando di non aver piú paura delle catene e delle percosse ,e di essere pronto a sopportare lietamente ogni male nel nome di Cristo. |
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